31 Ottobre 2008
Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga un anziano docente urla: "Contento ora?" Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti di CURZIO MALTESE
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)
da Repubblica.it
12 Settembre 2008
Ci sono casi in cui il tempo non sembra essere passato
{e non per opera del chirurgo plastico} Chi vive in baracca, chi suda il salario chi ama l'amore e i sogni di gloria chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno Chi ama la zia chi va a Porta Pia chi trova scontato, chi come ha trovato na na na na na na na na na Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano chi fa il contadino, chi spazza i cortili chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia na na na na na na na na na Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori chi legge la mano, chi regna sovrano chi suda, chi lotta, chi mangia una volta chi gli manca la casa, chi vive da solo chi prende assai poco, chi gioca col fuoco chi vive in Calabria, chi vive d'amore chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro na na na na na na na na na Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, ma il cielo è sempre più blu Chi è assicurato, chi è stato multato chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia chi è morto di invidia o di gelosia chi ha torto o ragione,chi è Napoleone chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto chi mangia una volta,chi vuole l'aumento chi cambia la barca felice e contento chi come ha trovato,chi tutto sommato chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo chi è stato multato, chi odia i terroni chi canta Prévert, chi copia Baglioni chi fa il contadino, chi ha fatto la spia chi è morto d'invidia o di gelosia chi legge la mano, chi vende amuleti chi scrive poesie, chi tira le reti chi mangia patate, chi beve un bicchiere chi solo ogni tanto, chi tutte le sere na na na na na na na na na Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..
Rino Gaetano
05 Settembre 2008
 Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie. Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto. Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po' rudi della gente di mare, ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d'estate. Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi, ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone, ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno e ti copri di rosso e fiorisci d'estate. I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli, si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora e potrò consolare i tuoi occhi bagnati. In un giorno di pioggia saremo vicini, balleremo leggeri sull'aria di un Reel.

28 Luglio 2008
dal sito www.avis.it
E' iniziata con i primi caldi la prima ondata di "secca" sul fronte del sangue, peraltro in anticipo rispetto agli anni precedenti. Gli appelli di regioni storicamente autosufficienti, quali la Toscana e l'Emilia Romagna, già nei primi giorni di giugno, hanno allertato il sistema che è corso ai ripari per gestire la compensazione interregionale.
"Con un migliaio di unità di sangue alla settimana in più già potremmo respirare, il doppio ci permetterebbe di essere sereni" – aveva affermato Grazzini dopo l'emergenza che costrinse ospedali come il Careggi di Firenze, il Sant'Orsola di Bologna e il Niguarda di Milano, a sospendere a scopo cautelativo gli interventi programmati, per garantire le urgenze. Le mille unità rappresentano un piccolo aumento percentuale sulle 46 mila unità donate adesso settimanalmente, ma permetterebbero al Sistema Sanitario Nazionale di evitare di posporre interventi di chirurgia d'elezione, nei quali a seconda della complessità si utilizzano, da 2 a 10 sacche, in casi eccezionali anche venti.
Tra le Regioni in crisi che sostenevano con le loro eccedenze il sistema sangue, prima ancora che la rete nazionale fosse disciplinata attraverso la Legge 219/2005, troviamo l'Emilia Romagna, il cui indice di produzione è il più alto d'Italia (58,6/1000 ab.). Una situazione contingente che tende però a diventare strutturale, perché crescono gli utilizzi.
"I progressi in campo medico-scientifico giocano un ruolo importante – dichiara Paolo Zucchelli, Responsabile del Centro di Coordinamento di Medicina Trasfusionale della Regione Emilia Romagna- se si pensa per esempio, che un fegato da trapiantare può essere suddiviso in due e quindi essere impiantato in due pazienti, si comprende che il bisogno di sangue raddoppia. Per non parlare dell'allungamento della vita media e del bisogno di trasfusioni dei grandi anziani che più facilmente vanno incontro a malattie degenerative del midollo osseo, o hanno bisogno di artroprotesi d'anca o di cure oncologiche.
Altro aspetto da non sottovalutare è che oggi si affacciano alla donazione i giovani che sono nati nei periodi di contrazione demografica, per cui manca ricambio pure per un evidente deficit numerico".
Al riguardo, occorre sottolineare che l'attuale indice di donazione di globuli rossi per donatore è pari a circa 1,6 ( ogni donatore effettua, mediamente 1,6 donazioni l'anno sulle 4 consentite per l'uomo e 2 per la donna) , uno dei più bassi europei a tenore socio-economico comparabile a quello italiano.
Esiste la consapevolezza, da parte delle autorità Sanitarie del Paese che, ferma restando l'assoluta necessità di reclutare in continuo nuovi donatori, soprattutto nella fascia giovanile, e di gestire con la massima appropriatezza l'utilizzo clinico del sangue, un incremento dell'indice di donazione dei donatori periodici già attivi di solo 0,05 (da 1,6 a 1,65) produrrebbe la disponibilità, su base annua, di circa 75.000 unità in più.
magari a qualcuno l'estate porterà consiglio!!! BUONE VACANZE!
14 Luglio 2008

Non mi accontento mai. Deve essere sempre tutto il “meglio del meglio del meglio”.
Non fraintendete. Il risultato della notte bianca è stato ottimo. Quello del Rock & Blood è stato fantastico.
In un mese mettere in piedi tutto. Con la Statistica Aziendale, Algebra e Modelli lineari, Demografia in mezzo. Puntare al meglio col minimo costo. Perché siamo una associazione di volontariato.
Unire tre mentalità differenti. Miriadi di telefonate. Decine di e-mail. Corse in comune a Casale. Corse a cercare la referente di zona. Corse in stazione a prendere un treno per Bologna. Corse per mandare un fax alla SIAE perché c’è chi non rispetta gli accordi.
Meritare un minimo di considerazione anche se siamo “SOLO” una associazione. Perché l’AVIS di Casalpusterlengo è l’unica nel Lodigiano ad avere un Gruppo Giovani. Concerti, manifestazioni, happening, seminari, incontri. Non bastano per far sapere che i Giovani esistono. Per meritare un minimo di considerazione.
Senza la musica per decorarlo il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette. (Frank Zappa)
Il Rock & Blood non è un concerto del cazzo con della musica del cazzo. Chiaramente no. Il rock, in tutte le sue sfaccettature, non è di certo una musica del cazzo.
Elvis. Beatles. Rolling Stones. Jimi Hendrix. The Who. Guns’n’Roses. AC/DC. Queen. Deep Purple. Pink Floyd. Sex Pistols. Police. Ramones. Metallica. Iron Maiden. Gamma Ray. Van Halen. Nirvana. Pearl Jam.
Sono persone del cazzo?
È chiaro che sono punti di vista. Come si dice: il mondo è bello perché vario.
Perché se un individuo ha meno di 40anni. Ha un progetto che vuole realizzare. [In questo caso un concerto.] Deve fare i salti mortali?
Qualcuno si vuole mettere in testa che a 21 anni sono stufa di sentire sempre: ”i giovani sono il futuro” Sarò il futuro per la categoria pensionati, ma come cittadina credo di essere presente. Fino a che età si è il futuro? Fino a che età vieni ignorato? Fino a che età non viene data una vaga possibilità di mettere in campo tutta la creatività, le energie, la voglia di fare e le motivazioni che solo i Giovani hanno?
“diamo spazio ai Giovani” siamo giovani, ma non stupidi. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci ordini di fare qualcosa. Possiamo dialogare, discutere, collaborare, scambiare opinioni con il resto del mondo per realizzare le nostre idee. Non siamo dentro ad una bolla di sapone! Interagiamo con il mondo esterno. Più di quanto non facciano, talvolta, i meno giovani.
"Il bello della musica è che quando ti colpisce non provi dolore." (B. Marley)
Ho divagato. Ho scritto troppo. Ma la questione è una. Il Rock & Blood non nasce per guadagnare soldi. Nasce dalla necessità di far conoscere una associazione in modo diverso. Con un mezzo di comunicazione che colpisca. Dalla voglia di dare spazio alla musica. Di comunicare con la musica. Dalla passione per la musica. Da tutto quello che la musica smuove.
Deimos e Last Exit hanno spaccato il culo. È troppo scurrile? Ma è la realtà. In molti ancora non credono in questo progetto. Non credono veramente nelle potenzialità dei giovani.
Non abbiamo nessun direttore artistico. Lo diventiamo noi per l’occasione. Come ci inventiamo i palchi da rimorchi di trattori e assi di legno. Diventiamo tipografi e pubblicitari.
Grazie ai Deimos. Grazie ai Last Exit. In modo particolare a Fla e Luca, per aver sopportato la mia ignoranza in materia di spie, ampli e simili. Grazie ai mille fonici che ho contattato. E a quello che poi è venuto. Grazie al tempo, perché i lampi in sfondo ai Deimos erano spettacolari. Grazie al mio uomo, che mi sopporta anche se mi sono lamentata per un mese perché le cose non erano come volevo. Grazie a AVIS che ci da questa possibilità. E fuori dal coro, nei giovani crede come presente!
Grazie alla mia testa, talmente dura che se anche la sbatto contro i muri, continuo a crederci.
Stewart White disse
Non cercare di fare una cosa a meno che tu non sia sicuro di te stesso, ma non abbandonarla solo perché qualcun altro non ha fiducia in te.

04 Luglio 2008
19 Giugno 2008
Il resto delle vostre vite sarà un periodo lungo e sebbene lo sappiate o no si sta modellando adesso. Potete decidere di dare la colpa per quello che vi succede al fato, alla sfortuna o a scelte sbagliate oppure potete combattere. Le cose non saranno sempre giuste nel mondo reale, è così che funziona ma per la maggior parte riceverete ciò che date.
Permettetemi di fare a tutti voi una domanda. Cos'è peggio? Non realizzare tutto ciò in cui avete sperato o raggiungerlo e scoprire che non è abbastanza?
Il resto delle vostre vite si sta modellando adesso con i sogni che inseguite, con le scelte che fate e la persona che deciderete di diventare.
Il resto delle vostre vite sarà un periodo lungo e il resto delle vostre vite inizia adesso.
08 Maggio 2008
Sorprendimi ... con baci che non conosco ogni notte
stupiscimi ... e se alle volte poi cado ti prego sorreggimi, aiutami a capire le cose del mondo
e parlami, di più di te, io mi dò a te completamente ...
Adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali c’è un volo molto speciale non torna domani respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani qui non ci vede nessuno siam troppo vicini e troppo veri ...
Sorprendimi ... e con carezze proibite e dolcissime
amami ... e se alle volte mi chiudo ti prego capiscimi, altro non c’è che la voglia di crescere insieme
ascoltami, io mi do a te e penso a te continuamente ...
Adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali c’è un volo molto speciale non torna domani respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani qui non ci prende nessuno siam troppo vicini e troppo veri ... veri ...
Dai che torniamo nel vento e riapriamo le ali c’è un volo molto speciale non torna domani respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani qui non ci prende nessuno siam troppo vicini e troppo veri ...
Sorprendimi, sorprendimi, sorprendimi..
23 Aprile 2008
18 Aprile 2008
A te che sei l’unicO al mondo L’unica ragione per arrivare fino in fondo Ad ogni mio respiro Quando ti guardo Dopo un giorno pieno di parole Senza che tu mi dica niente Tutto si fa chiaro A te che mi hai trovato All’ angolo coi pugni chiusi Con le mie spalle contro il muro Pronto a difendermi Con gli occhi bassi Stavo in fila Con i disillusi Tu mi hai raccolto come un gatto E mi hai portato con te A te io canto una canzone Perché non ho altro Niente di meglio da offrirti Di tutto quello che ho Prendi il mio tempo E la magia Che con un solo salto Ci fa volare dentro all’aria Come bollicine A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei giorni miei A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano Fragile che potevo ucciderti Stringendoti un po’ E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura A te che credi nel coraggio E anche nella paura A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa A te che cambi tutti i giorni E resti sempre la stessa A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei A te che sei Essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei Sostanza dei giorni miei A te che non ti piaci mai E sei una meraviglia Le forze della natura si concentrano in te Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano A te che sei l’unicO amicO Che io posso avere L’unico amore che vorrei Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere, a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore, a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei... e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni..
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